venerdì 14 luglio 2017

Recensione: Storie di scrittori di Ariano Geta


In questi sette racconti l’autore traccia una galleria di figure di scrittori (immaginari? Forse sì e forse no…), una sorta di catalogo di cliché letterari in cui le vicende biografiche dei protagonisti si fondono con le loro ambizioni artistiche. Si va dalla querelle fra due romanzieri famosi ai ricordi di un ex autore di successo; dalla disillusione del giovane scrittore frustrato dagli aridi meccanismi dell’editoria alla solita diatriba sulla qualità dell’autopubblicazione; dai tormenti del ghost writer, costretto a rimanere invisibile all’ombra della fama altrui, alla sindrome di colui che, giunto sempre a un passo dalla vetta, si rassegna ad arrivare eternamente secondo, per finire con lo scrittore che, incontrando il proprio personaggio, scopre che la sua versione dei fatti differisce da quella che aveva messo sulla carta.
Nella varietà di ambientazione dei racconti mi è sembrato di scorgere un dato che accomuna i diversi personaggi-scrittori: un’ostinata ossessione per il proprio lavoro, talvolta compulsiva, altre più cinicamente lucida. Chiunque abbia provato a mettere i propri pensieri nero su bianco, anche solo per diletto, probabilmente non avrà difficoltà a riconoscersi in qualcuna di queste figure. 
In questo libro Ariano Geta abbandona in parte la solita vena critica socio-storico-politica per addentrarsi nei meandri dell’arte letteraria, senza perdere il suo abituale sottile sarcasmo disincantato, né il gusto per la bella scrittura.
Consigliato per ogni scrittore o aspirante tale e, ovviamente, per tutti i lettori.