martedì 18 luglio 2017

Recensione: Quel sottile confine di Cristiana Pivari


Il confine del titolo è quello che divide la normalità dalla follia, territorio sdrucciolevole che a chiunque può capitare di percorrere, in certe situazioni dell’esistenza.
All’interno di un ospedale psichiatrico giudiziario, in una sorta di sceneggiatura teatrale gli “attori” entrano ed escono dai ruoli che essi stessi, magari inconsapevolmente, hanno scelto.
Cristiana Pivari, pur nella brevità del racconto, riesce a far calare il lettore nelle pieghe della mente di chi quel confine lo ha oltrepassato senza possibilità di ritorno e, ormai, è costretto a misurarsi con i muri, fisici e mentali, della propria prigione.

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venerdì 14 luglio 2017

Recensione: Storie di scrittori di Ariano Geta


In questi sette racconti l’autore traccia una galleria di figure di scrittori (immaginari? Forse sì e forse no…), una sorta di catalogo di cliché letterari in cui le vicende biografiche dei protagonisti si fondono con le loro ambizioni artistiche. Si va dalla querelle fra due romanzieri famosi ai ricordi di un ex autore di successo; dalla disillusione del giovane scrittore frustrato dagli aridi meccanismi dell’editoria alla solita diatriba sulla qualità dell’autopubblicazione; dai tormenti del ghost writer, costretto a rimanere invisibile all’ombra della fama altrui, alla sindrome di colui che, giunto sempre a un passo dalla vetta, si rassegna ad arrivare eternamente secondo, per finire con lo scrittore che, incontrando il proprio personaggio, scopre che la sua versione dei fatti differisce da quella che aveva messo sulla carta.
Nella varietà di ambientazione dei racconti mi è sembrato di scorgere un dato che accomuna i diversi personaggi-scrittori: un’ostinata ossessione per il proprio lavoro, talvolta compulsiva, altre più cinicamente lucida. Chiunque abbia provato a mettere i propri pensieri nero su bianco, anche solo per diletto, probabilmente non avrà difficoltà a riconoscersi in qualcuna di queste figure. 
In questo libro Ariano Geta abbandona in parte la solita vena critica socio-storico-politica per addentrarsi nei meandri dell’arte letteraria, senza perdere il suo abituale sottile sarcasmo disincantato, né il gusto per la bella scrittura.
Consigliato per ogni scrittore o aspirante tale e, ovviamente, per tutti i lettori.


mercoledì 5 luglio 2017

Novità in ebook: Skyrise (Cronache di una Guerra Galattica Vol. 2) di Gianluca Ranieri Bandini

Appena uscito il secondo volume dell saga galattica di Gianluca Ranieri Bandini.

TITOLO: Skyrise (Cronache di una Guerra Galattica Vol. 2)
GENERE: Fantascienza
AUTORE: Gianluca Ranieri Bandini

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SINOSSI
Mentre l'imperatore Trkuth è intento a perpetrare la sua vendetta e i grigi supportano i terrestri nella costruzione di una grande flotta spaziale, nel sistema Orion giunge una comunicazione criptata che potrebbe cambiare per sempre l'esito della guerra galattica. Con l'aiuto degli intrepidi El-Takim e del capitano Sii'rr alla volta di Yatian, l'umanità riuscirà a sopravvivere alla minaccia Kroxth?


mercoledì 28 giugno 2017

Recensione: La madre dell’assassino e le altre di Cristiana Pivari


Tre racconti con un tema comune, il perdono.
Quello di una madre per il figlio che si è macchiato di un delitto terribile. Di una figlia che scopre l’affetto di sua madre quando sembra ormai troppo tardi. Di una donna di mezza età che, grazie alla saggezza di una persona anziana, ritrova l’equilibrio di coppia e personale che pensava perduto per sempre.
L’autrice, che qui si firma con uno pseudonimo, ha talento per la narrazione breve, dimostra di saper padroneggiare la forma del racconto ed è brava a scavare nella psicologia dei personaggi. Tratteggia le sue protagoniste accompagnando il lettore a seguirne l’evoluzione, la crescita interiore, regalando loro una sorta di redenzione finale, di rinascita, in situazioni esistenziali che si presentano cupe e drammatiche.

martedì 27 giugno 2017

Recensione: Il destino del salmone di Stefano Baldazzi


Marco ha un passato da alcolista, violento e menefreghista, che lo ha portato a distruggere la sua famiglia. Dopo un periodo di disintossicazione, affidato alle cure di Don Carnera, un prete dalle mani pesanti ma profondo conoscitore dell’animo umano, decide di ritirarsi in un paesino ai piedi delle dolomiti, per provare a rimettere insieme i pezzi della sua esistenza. Qui, fra lunghe escursioni in montagna e un nuovo lavoro, incontra Marzia, una ragazza ferita quanto lui. Questa particolare amicizia, fatta di silenzi e improvvise complicità, lo sprona a cercare di recuperare un legame che pensava perduto per sempre negli eccessi della sua vita precedente.
Un bel noir, giocato fra i pensieri del protagonista e gli eventi che gli accadono intorno, spesso a sua insaputa; i fili di una trama che si tesse poco a poco, come una rete dove il salmone incontra il suo destino.


venerdì 23 giugno 2017

Novità in ebook: Nel Cuore della Strada di Massimo Ginestri

Esce anche in versione ebook il romanzo "On the road" di Massimo Ginestri. Io lo avevo già letto nella precedente edizione, trovate qui la mia recensione.


TITOLO: Nel Cuore della Strada: La vita in viaggio (Spaghetti Pulp Vol. 1)
GENERE: Romanzo, narrativa contemporanea
AUTORE: Massimo Ginestri


SINOSSI
C’è una strana poesia dietro la decadenza. È così ed è sempre stato così. I grandi poeti lo sapevano e l’hanno sfruttata senza farsi troppi problemi. Anche in queste pagine c’è una strana poesia. Viene sempre da quel senso di decadenza che accompagna le storie di strada, le storie di quella gente che si trova dalla parte opposta a chi è “arrivato”. Bassifondi in cui rubare un sacchetto di marijuana significa che qualcuno finirà molto male. Impietosa, bastarda, maledetta e meravigliosa storia di strada. Da qui a Nowhere, attraverso un deserto senza distributori di benzina, e poi magari fermarsi ad Overthere, scoprendo
che dietro ogni nome ed ogni riferimento c’è qualcosa da capire...

martedì 20 giugno 2017

Recensione: Cocktail d’autore di AA.VV.


Libricity Group è una community letteraria attiva su vari social media: facebook, twitter, Google+, wordpress ecc.
Per spiegarne la “mission” copio direttamente dal sito/blog del gruppo:

Libricity Group nasce da un’idea di J. Oscar Lufuluabo e si prefigge di idealizzare la “Città del Libro”.
Città – intesa come agglomerato organizzato di condivisione socio-culturale – che delimita i propri confini con servizi e infrastrutture.
Consapevoli che nel mondo editoriale, come nella vita reale, le periferie si ergono laddove i servizi scarseggiano, il nostro obiettivo principale è quello di evidenziare tali zone sommerse, ampliando la visibilità dei tanti autori emergenti che stentano a raggiungere il pubblico.
Quale modo migliore, per sopperire a tale deficit, se non con l’aiuto dei lettori? Vogliamo che siano loro il nostro mezzo di propagazione. Fin dove avranno intenzione di spingersi, lì arriveranno i nostri confini.
In conclusione, a chi si rivolge LibriCity Group?
Tanto ai lettori quanto agli scrittori. A chi ha voglia di scoprire e a chi vuole farsi scoprire.

Con queste premesse la community ha realizzato l’ebook Cocktail d’autore, una raccolta di dieci racconti scelti da un comitato di lettura fra quelli inviati per la valutazione, comitato che, secondo me, ha fatto un ottimo lavoro: il livello dei racconti è molto buono, la varietà dei generi può incontrare il gusto di ogni lettore, si va dallo storico alla narrativa contemporanea, al giallo, al fantasy.
Oltre che a congratularmi con gli scrittori selezionati faccio i miei complimenti allo staff di Libricity per questa antologia che ritengo valida come assaggio e invito ad approfondire la conoscenza di autori meno conosciuti. Oltretutto viene distribuita in maniera gratuita, quindi non ci sono scuse per non leggerla.


mercoledì 14 giugno 2017

Recensione: Il viola non le si addice di Cristiana Pivari


Quattro racconti tendenti al giallo, con tutte le caratteristiche del genere, compreso il colpo di scena finale.
Il viola non le si addice: le sorti di una donna abbandonata dal marito si intrecciano con quelle della cartomante a cui pensa di rivolgersi, come estremo tentativo di raddrizzare la propria vita. La sparizione di quest’ultima la condurrà a scoprire la verità sui suoi genitori naturali e su cosa è veramente successo al momento della sua nascita.
Errori fatali: un duplice omicidio, apparentemente senza movente e nessun legame fra le vittime, è una brutta gatta da pelare per l’ispettore Bonatti. Il finale del racconto rivela dei risvolti inconsueti, ma forse è la parte del libro che mi è sembrata meno credibile.
Lo strano sapore del caffè: il vecchio giardiniere Ottavio mal sopporta la giovane e appariscente moglie dell’ingegnere del quale è a servizio da una vita. Imparerà a sue spese che spesso le apparenze ingannano.
La signora: chi non ha mai desiderato di vendicarsi in maniera drastica delle angherie dei colleghi di lavoro? Forse è solo un sogno, ma…
La raccolta è incentrata su figure di donne al centro di intrighi e delitti, diverse fra di loro, ma tutte ben caratterizzate, descritte con tratti essenziali che le rendono personaggi interessanti e realistici, grazie anche alla scrittura lineare e piacevole dell’autrice.
Un libro breve ma che si legge volentieri.

mercoledì 7 giugno 2017

Recensione: L'intruso e altri racconti di Sergio Bertoni


Luigi non ha avuto una vita facile, fin dalla nascita, accolto come un “intruso” dal padre Antonello, scarsamente dotato di istinto genitoriale, che lo vede come un rivale nell’affetto di sua moglie Marialuce. La sua infanzia travagliata coincide con gli orrori della guerra, che lo costringono a girovagare al seguito della famiglia, Da Roma a Padova e poi a Galzignano, un paesino sui Colli Euganei, dove l’ostilità dei ragazzi del luogo lo fanno sentire estraneo e non accettato nella comunità. Dopo la nascita del fratellino Davide anche il suo rapporto con la madre, che gli aveva sempre riservato amore e protezione, cambia radicalmente; la donna, provata da tanti disagi e da una salute cagionevole, inizia a trattarlo con freddezza, facendolo diventare il capro espiatorio delle sue ossessioni e della sua sempre più evidente depressione.
Solo da adulto, grazie all’amore della giovane Eliana, una studentessa di medicina incontrata per caso e che diventerà la sua compagna di vita, Luigi trova il modo di rievocare i suoi trascorsi e fare pace con i fantasmi del suo doloroso passato.
L’Intruso è il primo, lungo racconto, quasi un romanzo breve, di questa raccolta di Sergio Bertoni, nel quale le vicissitudini del protagonista sono calate nella tragica cornice della Seconda Guerra Mondiale, un’epopea vista dalla parte della gente comune, quella che subisce gli eventi senza potervisi opporre che con la rassegnazione e l’arte di arrangiarsi.
La qualità di questo autore è quella di rendere vividi e reali fatti e avvenimenti, di farci sentire “dentro” la storia, grazie alla sua prosa netta e dettagliata, ricca di colore e capace di esprimere le sfumature emotive dei suoi personaggi.
Anche gli altri racconti sono degni di nota, soprattutto quelli che hanno come tema le contraddizioni della società, della religione e della burocrazia, sconfinando anche nella fantascienza; argomenti trattati con rigore storico e scientifico, ma vergati con la penna divertita e disincantata di uno scrittore che stimo e apprezzo.


domenica 4 giugno 2017

Il Grande Fardello


Ho bisogno di un modem wi-fi, mi serve subito perché quello vecchio ha smesso improvvisamente di funzionare, quindi vado nel vicino negozio di una nota catena che vende elettrodomestici ed informatica e lo acquisto. Torno a casa, lo installo e mi connetto ad internet, apro anche facebook; nella colonna intermedia di destra mi appaiono pubblicità di modem.
Strano, non ho fatto nessuna ricerca in rete e l’apparecchio l’ho pagato in contanti. Che succede? Zuckerberg ha iniziato a spiare le mie mosse anche nel mondo reale? Sono preoccupato… 
Nella mia ingenuità tardo a realizzare che è stato sufficiente aver consegnato per un attimo la tessera punti alla cassiera della nota catena di elettronica per diventare un acquirente seriale di modem, qualche ottuso algoritmo ha deciso che se ne ho comprato uno è probabile che me ne servano altri.
Ma ormai è così che funziona: qualsiasi attività tracciabile per via informatica provoca un fardello di offerte e pubblicità che appesantisce la vita “social” di tutti noi.
Guardi un paio di scarpe da ginnastica su un sito internet e dopo cinque minuti nella finestra di facebook ti compaiono le pubblicità dell’Adidas e della Nike. Apri la posta elettronica e la trovi zeppa di offerte e occasioni di tutti i tipi. Acquisti un programma online e durante l’istallazione ti propongono di scaricare anche il nuovissimo browser che non ti farà più perdere nessuna notizia che riguarda i tuoi interessi, oltre all’antivirus che ti protegge mentre navighi, manco fosse la scialuppa di salvataggio del Titanic! Ormai non abbiamo più bisogno di ricordare quali sono i nostri bisogni, c’è qualcun altro che lo fa per noi; in fondo, se ho comprato un paio di occhiali da sole su amazon, perché non dovrei acquistarne altri setto o otto, dico bene? Se ho scaricato un ebook  la rete mi chiede continuamente: “Allora? Che ne pensi? Sei soddisfatto del tuo acquisto?” Ehi, un attimo! Dammi il tempo di leggerlo, cos’è tutta questa fretta? E io, che mi ero illuso di aver riguadagnato un po’ di tranquillità disdicendo l’abbonamento telefonico casalingo, che ho scritto “niente pubblicità, grazie” sulla mia cassetta delle lettere, che guardo poca tv e pochissima tv commerciale… Altro che Grande Fratello! Orwell non aveva previsto tutto questo, si era immaginato un controllo un po’ più brutale ed esplicito, non questa subdola e ammiccante offensiva di marketing.
Presto la psicopolizia ci dirà tutto quello che dobbiamo comprare, prima ancora di scoprire di averne necessità

giovedì 25 maggio 2017

L'arte e l'artista


Volete sapere cosa penso del ruolo dell’artista nella società? L’artista deve indicare la via per la bellezza, deve sorprendere e spiazzare, diffidate dagli scrittori che interpretano i vostri bisogni, se leggendo un libro non fate altro che pensare “ehi, ma è quello che avrei voluto dire io!”, non è un capolavoro, forse è buona prosa, ma niente di più, l’autore scrive per coccolarvi, per farvi sentire a casa, sfrutta le vostre debolezze mascherate da granitiche convinzioni. L’arte deve trascinarvi in sentieri sconosciuti, magari impervi e pericolosi, ma mai consunti come i marciapiedi del vostro quartiere, vi deve aprire porte su nuovi universi, mettere in discussione il quotidiano per mostrarlo sotto un’angolazione diversa. Insomma, deve essere un altro sguardo sul mondo. Più alto. L’arte è simile all’artificio, nel senso che deriva dall’opera dell’uomo, non esiste in natura, nasce prima nella mente di chi la crea, poi va plasmata, modellata dall’abilità e resa disponibile agli occhi degli altri, il processo con cui il vago prende forma, la materia diviene significato, il caos ordine. Io credo anche che l’arte dovrebbe liberarsi dell’ingombrante personalità dell’artista. L’opera, in particolare in letteratura, avrebbe bisogno di una sua autonomia rispetto all’autore, vivere di luce propria e non nel riflesso di chi l’ha creata. Dovremmo essere in grado di apprezzare “Il giocatore” per quel capolavoro che è, senza subire il fascino della pur straordinaria vita di Dostoevskij. Il libro come entità autonoma, il prodotto dell’artista, non il suo distillato. Certo, dobbiamo permettere a chi crea di sentire la sua vita un tutt’uno con la sua opera, è quasi fisiologico, anzi, talvolta questa sovrapposizione è indispensabile. La verità è che spesso siamo portati a pensare all’artista come a un uomo straordinario, dotato di sensibilità superiore e eccellente in tutti gli aspetti della vita, sublime nelle qualità e diabolico nei difetti. Non lo trovo giusto. Il “cliente”, chi guarda, chi legge, chi ascolta, non deve innamorarsi dell’artista, caso mai dell’arte. Non ha bisogno di trovare l’autore bello, anzi, con un atto di rispettosa misericordia deve permettergli di essere meschino, volgare e con l’alito cattivo, insomma, deve concedergli quei difetti, e pregi, che fanno di lui un uomo e non un libro, un quadro, un concerto in si minore... Magari l’artista, sgravato da così pesanti responsabilità, potrebbe anche esservene grato. Non dico che le vicende umane che si annidano nei risvolti di copertina non siano interessanti, dico solo che Primo Levi non ha scritto “Se questo è un uomo” perché ha affrontato gli orrori di Auschwitz; lo ha scritto perché fra tutti quelli che hanno subito la stessa sorte lui solo aveva i mezzi adeguati per renderci partecipi della sua esperienza, era l’unico grande scrittore. Già… ci stiamo addentrando in territori controversi… che dire allora delle influenze “geografiche”, legate all’ambiente, al background di chi scrive. Parlando dell’occidente gli autori americani, per esempio, tendono a mettere molto di sé e della loro giovane cultura nei romanzi, pensate a Hemingway, cosa sarebbe la sua prosa senza gli eccessi dell’uomo? Ma anche a Bukowski o Melville. Gli europei, gli italiani in particolare, riescono ad essere più neutri, sono più discreti nell’esporsi, certo, è più facile per loro, millenni di storia e tradizione sono dalla loro parte, possono permettersi di osservare le vicende del mondo con più distacco. Gli americani, anche quando affrontano l’argomento storico, lo fanno con l’occhio di Hollywood, scrivono “Spartacus” e immaginano il gladiatore con il ciuffo impomatato di Kirk Douglas. I russi hanno quasi sempre il problema della morale, del tormento interiore, aspirano alla verità, dipenderà forse dal clima? I sudamericani scrivono per metafore, sono affascinati dagli aspetti magici e simbolici, discendono tutti dai Maya e dagli Atzechi. Certo, sto generalizzando, ma si fa pour parler

giovedì 18 maggio 2017

Essere uno scrittore di (in)successo e vivere felice

Segnalo anche qui un articolo che ho scritto per Libricity Group.


“Uno su mille ce la fa…”, cantava il Gianni Nazionale in uno dei suoi brani più famosi. Ma che vuol dire farcela? In ambito letterario significa poter vivere di scrittura, costruirsi una reputazione tale da garantirsi un editore disposto a investire in distribuzione e promozione per ogni nuovo libro... (continua a leggere)

venerdì 12 maggio 2017

Recensione: 3A Investigazioni - Indagine a Rocca Vertunno di Ariano Geta


Il detective Andrea Arcani ne ha combinata un’altra delle sue e, per sottrarlo alle ire dell’influente e infedele prepotente di turno, la famiglia decide di esiliarlo per qualche tempo, in attesa che si calmino le acque.
Il Marlowe de noantri non si rassegna al riposo forzato e accetta l’incarico di  un arricchito cafone di provincia per investigare sugli atti vandalici che colpiscono il cantiere della sua faraonica villa in costruzione nel fantomatico paesino di Rocca Vertunno.
Scoperti gli autori degli attentati il nostro dovrà partecipare al piano per blandire un integerrimo ispettore delle Belle Arti, deciso a bloccare i lavori in corso.
Fra tragicomiche avventure e l’incontro con una sua vecchia fiamma, il detective riuscirà a portare a termine con successo il suo compito.
In questo secondo capitolo il personaggio di Andrea cresce di spessore e umanità, mostrandosi meno sprovveduto e indolente di come era apparso nel precedente libro; non si fa fatica a empatizzare con lui, perdonandogli anche i difetti tipici di un trentenne viziato ed egocentrico.
Come suo solito l’autore sceglie la cifra dell’ironia e del sarcasmo per mettere alla berlina i piccoli e grandi maneggi dell’italiano medio, dipingendo un ritratto impietoso quanto, ahimè, realistico della nostra società.