martedì 21 febbraio 2017

Recensione: Operazione Fenice: la più grande cospirazione nazista di Marco Bonafede


Berlino, aprile 1945; nel bunker dove Adolf Hitler e i suoi più fedeli accoliti sono rifugiati, con l’armata russa che sta conquistando la capitale del Reich, ha inizio l’Operazione Fenice, sotto la supervisione del medico personale del fuhrer, Werner Haase.
Il romanzo, scritto sotto forma di indagine giornalistica, prende spunto da un dossier che sarebbe stato consegnato all’autore da un misterioso personaggio all’Havana, durante la visita del presidente Obama a Cuba.
Del reportage c’è il rigore storico, suffragato dalle numerose testimonianze dell’epoca, sia di nazisti che di russi o americani; Marco Bonafede fa un’accurata (e plausibile) ricostruzione dei fatti che avrebbero permesso a Hitler di lasciare un discendente e infiltrarlo negli Stati Uniti, fornendogli i mezzi per tentare la scalata alla Casa Bianca.
Un libro intelligente, ben scritto, frutto di minuziose ricerche, che fa riflettere e pone un’inquietante domanda: e se la storia non fosse quella che noi conosciamo?
Lascio al lettore il dubbio con la nota finale dell’autore: “Se considerate questo romanzo un'inchiesta giornalistica, allora ogni riferimento a persone realmente esistite ed esistenti è puramente casuale.
Se lo considerate una satira allora deve fare per forza riferimento anche a personaggi esistiti ed esistenti perché non si può fare satira su nulla.”


giovedì 9 febbraio 2017

Ricerca sul Self-Publishing


Indagine sull’auto pubblicazione degli autori indipendenti attraverso la modalità del Self Publishing. Strategie di promozione online e utilizzo di servizi editoriali.

SELFPQ16, in collaborazione con Extravergine d’autore e FUIS, sta conducendo un’indagine per conoscere le modalità di utilizzo degli autori italiani delle piattaforme di auto pubblicazione, le strategie promozionali per pubblicizzare le proprie opere e la frequenza al ricorso di servizi editoriali.
Le chiediamo la cortesia di dedicarci 5 minuti per rispondere ad alcune brevi domande. Resta inteso che le informazioni che Lei fornirà rimarranno assolutamente anonime e i dati diffusi in forma aggregata.

Vai al questionario su Extravergine D'Autore

sabato 4 febbraio 2017

Recensione: Venerdì 17 di Dominique Valton


Désirée e Andrea sono una giovane coppia felice, hanno tutto: una figlia adorata, l’agiatezza economica che deriva da famiglie benestanti e dalla professione di ginecologo di lui, amici fedeli con i quali condividere interessi e momenti spensierati, magari nei fine settimana nel loro casale di campagna, vicino a Firenze, dove abitano.
Ma la mattina di un venerdì 17 qualcosa incrina quest’idillio: un vaso di crisantemi accompagnato da un misterioso biglietto scatena una serie di azioni che sfociano in una tragedia, un brutale omicidio apparentemente senza movente e spiegazioni.
Il romanzo è diviso in tre parti, la prima, narrata in terza persona, racconta i fatti di quel fatale giorno, dalla consegna del macabro invito, al pomeriggio speso nella frenesia per i preparativi della festa per il compleanno di Giorgio, il padre di Désirée, alla notte, quando gli eventi si tingono decisamente di rosso sangue.
La seconda è affidata al punto di vista dell’ispettore Neri, incaricato di indagare sul delitto. L’esperto poliziotto, ormai prossimo alla pensione, fra rilevamenti e dichiarazioni dei vari testimoni, scopre pian piano una realtà ben diversa da quella, serena, di facciata, fatta di tradimenti e torbidi intrighi, dubitando di riuscire a venire a capo del caso, che diventa sempre più indecifrabile ad ogni nuovo elemento che si aggiunge alle sue indagini.
La terza e conclusiva parte riporta la voce e i pensieri di Lucilla Vannucci, appena nominata vicequestore e trasferita nella sua Firenze, dove si trova a dover affrontare un caso che la coinvolge emotivamente, a causa della vecchia amicizia che la lega ad alcune delle persone sospettate.
Dominique Valton è molto abile a costruire una storia che gioca con noi lettori, portandoci a parteggiare per un personaggio e a dubitare di quell’altro, per poi ribaltare più volte le prospettive e i punti di vista, facendoci venire il dubbio di aver trascurato qualche particolare che avrebbe dovuto farci capire come sono andate effettivamente le cose. I personaggi sono ben costruiti, vivi, reali, la scrittura è di qualità, senza fronzoli e barocchismi, fluida e scorrevole.
Un ottimo giallo che, come nella migliore tradizione, svela il colpevole solo un attimo prima della parola fine.


giovedì 2 febbraio 2017

Intervista a Massimo Ginestri

Per lo spazio interviste incontriamo Massimo Ginestri, autore del romanzo Nel cuore della strada. Qui la mia recensione.

1. Ciao Massimo, grazie per aver accettato di partecipare a questa chiacchierata. Vuoi dire qualcosa di te ai lettori del mio blog?
Chi sono? Sono un sognatore, sono un viaggiatore, sono il protagonista principale del film della mia vita. Nasco in una piccola città di provincia del basso Piemonte, infanzia felice e adolescenza ricca di esperienze tra amori e amicizie, una vita normale come quella della maggior parte delle persone.
La seconda fase della mia vita, la cosiddetta fase della maturità mi ha portato ad essere quello che sono tra pregi e difetti, vizi e virtù, grazie alle tante esperienze che ho vissuto, in realtà forse dimostro meno anni di quelli che mi porto addosso e non so se considerarlo un pregio...
Da sempre sono appassionato di musica e letteratura, anche se il mio grande amore è sempre stato in realtà il cinema.
Adoro viaggiare, credo che questo si rifletta molto nei miei scritti anche se ultimamente la crisi ha colpito nel segno e viaggio molto con la fantasia attraverso i romanzi di altri. Verranno momenti migliori.

2. Come nasce e che importanza ha nella tua vita la passione per la scrittura? Ci sono degli autori che ti hanno influenzato, o che semplicemente ti piace citare come i tuoi preferiti?
Se dovessi dare un momento preciso, non saprei, fin da ragazzino mi sono cimentato in ardite imprese letterarie, quasi mai portate a buon fine, racconti di fantascienza iniziati e mai finiti, spystory create dal nulla e finite nel nulla, insomma, sono sempre stato incostante, forse perché ho sempre avuto molti interessi.
In realtà ricordo molto bene un commento di un mio vecchio professore del liceo che un giorno mi disse, consegnandomi un compito in classe di Italiano: ”Forse tra tutti voi, sei l’unico che potrebbe scrivere un libro”, lo disse con tono sprezzante, quasi a voler far notare che la nostra era una classe discutibilmente apprezzabile e che suo malgrado io purtroppo per lui, forse, un giorno avrei potuto fare lo scrittore. In effetti a tempo perso scrivo, scrivo racconti, romanzi e poesie, scrivo di me, dei miei pensieri e della mia anima.
Il primo libro che lessi seriamente fu Pinocchio, all’età di sette anni, fu la mia maestra delle elementari che me lo regalò per la mia prima comunione, curiosa come coincidenza , perché in fondo il libro di Pinocchio racconta di un viaggio.
Ho letto molto, non quanto avrei dovuto, come ho accennato prima, faccio molto altro nella vita, io sono un biologo e forse sono più i volumi di trattati scientifici-medici che ho letto dei racconti o dei romanzi, ma non mi sono mai fatto mancare delle buone letture, dai classici come Conrad, Melville, Kafka, Kerouac per citare alcuni nomi, passando attraverso autori più moderni come Fiumi, Bryson, Thompson, Remnick, Marlantes, Bettinelli, Ridley... Attualmente sto rivalutando, essendo passato al lato oscuro, anche molti autori emergenti (Italiani) di cui comincio ad apprezzarne la forza,  le idee e la genialità.

3. Il tuo libro, fra le altre cose,  parla di strada e di viaggio, anche come metafora del vivere. Quanto c’è di te, delle tue esperienze, nella scrittura?
Le esperienze vissute hanno fatto e fanno parte di me, per questo inevitabilmente le si ritrovano tra le pagine dei miei racconti, alcune esperienze sono velate, celate tra le righe a costituire il tessuto cerebrale,il midollo spinale  del racconto ; in verità ogni scrittore mette del suo in ciò che scrive, mette la sua anima dentro al racconto, altrimenti che senso avrebbe scrivere.
Spesso poi si nega di averlo fatto, forse perché in realtà “noi” scrittori facciamo dell’autoterapia proiettando tutti i nostri pensieri, i nostri bisogni, i nostri sogni, i nostri dubbi e le nostre paure dentro i romanzi che componiamo e non vogliamo ammetterlo per timore  forse che svanisca quell’effetto terapeutico che lo scrivere ha e lo scrivere da o forse per paura di metterci a culo nudo davanti al resto del mondo.
Quindi, per risponderti, certo, c’è molto di me dentro i racconti che scrivo, c’è molto di ciò che vivo e vedo intorno a me, gli stessi personaggi sono tratti da persone conosciute, amicizie più o meno lontane, o semplicemente tratti dal quotidiano, poi il tutto viene incredibilmente elaborato e il racconto è come se ci fosse sempre stato, lì, nascosto al mondo, ma pronto per essere scritto. 

4. Rivolgendoti a un possibile lettore, perché dovrebbe leggere il tuo romanzo?
Perché sono diverso dagli altri, come la maggior parte di quegli scrittori di cui tu parli e leggi quotidianamente, perché siamo come un cameo tra la moltitudine di sperpero di carta che si scrive e si pubblica quotidianamente.
Il fatto di essere “dilettanti”, di non essere professionisti della scrittura, questo non ci toglie il merito, anzi, spesso tra le nostre pagine (quindi anche tra quelle dei miei racconti) un lettore può trovare l’originalità di un modo di scrivere, un modo di vedere la vita, un modo di trasmettere il proprio pensiero diverso dai canoni tradizionali dell’editoria fatta dalle major e dal consumo di massa dettato dalle campagne pubblicitarie. Leggere i miei libri, i tuoi, quelli di altri scrittori che fanno parte del lato oscuro può dare ad un lettore molto di più di un classico alla Follett o Smith tanto per citare due nomi a caso. 

5. Come valuti il rapporto con il tuo editore? 
Parolone parlare di editore. In Italia hai tre possibilità, la prima ti autopubblichi facendo revisioni correzioni, grafica, editing, marketing e promozione tutto da solo, sperando di convincere un pubblico, spesso scettico, spesso inconsapevole e molte volte prevenuto nei confronti di nuovi scrittori, di comprare il tuo libro. Ed ecco che qui  si apre la parentesi sul mondo E-books, mondo in cui bisogna avere tempo da dedicare oltre ed essere anche capaci di trasmettere il messaggio che si vuole dare. Se non si è in grado, si rischia di essere un account Amazon e nulla più. 
Nella seconda ipotesi puoi affidarti ad un editore che tra mille promesse l’unica che spesso mantiene (parlo di prime pubblicazioni e spesso anche ultime) è quella di chiederti un anticipo sulle copie del cartaceo che andrà a stampare, se è onesto (ironia).
Lo fanno per campare come dargli torto? Chi si prende la briga di scommettere su degli sconosciuti? 
Nota Dolente: l’editoria sta subendo cambiamenti, di sicuro non morirà perché ci sarà sempre qualcuno che scrive e qualcuno che legge, ma i costi spesso elevati e la voglia di fare mercato dei grandi editori getta sabbia sul fuoco spegnendo quelle fiamme che ardono a fatica nel buio.
Per cui spesso la terza ipotesi cala impietosa, meglio non pubblicare nulla e lasciare che tutto resti chiuso nel cassetto di un comò.
Personalmente ritengo che sia giusto perseverare e trovare il modo di realizzare il proprio sogno. Ci sono centinaia di autori che pubblicano il primo racconto, il primo romanzo e poi si dicono “.. l’ho fatto, passiamo ad altro”, forse è normale che sia così, altrimenti non si avrebbe la selezione naturale della specie.
Io ho trovato un paio di editori (preferisco puntare sul cartaceo e in seconda opzione all’E-book) disposti a credere in me e a venirmi incontro, vediamo se sarà così.
Ho già il secondo romanzo finito, un terzo in fase di stesura (lenta) e un quarto che già mi frulla per la testa, se riesco a trovare l’equilibro con un editore sarà già quella una grande soddisfazione.

6. Fai promozione in prima persona? E con quali strumenti?
Chiaramente è la prima cosa che ho fatto, fare autopromozione soprattutto con gli amici è il primo passo, così si trovano i soldi per le prime spese e gli stimoli per andare avanti.
Per il mio primo romanzo ho creato una pagina Facebook, un gruppo di discussione sempre su facebook, due blog (esagerato) un profilo twitter, profili su G+, insomma tutti i socials sono strumenti quanto mai necessari per imporsi e farsi conoscere.
Non di meno la cosa importante è che l’interazione sui socials se fatta  costruttivamente ti aiuta a conoscere altre realtà e persone molto affini alla tua; in questo modo si riesce non solo a crescere costruttivamente e a migliorare, ma ad imparare ancorché apprezzare gli scritti e i pensieri di molti nuovi talenti.
Se poi trovi persone di qualità allora riesci ad intrecciare relazioni che aiutano vicendevolmente a farsi conoscere e far conoscere il proprio operato.

7. Nell’era di internet e dei social network gli autori possono entrare in contatto diretto con i lettori, ti capita di dialogare con qualcuno che ha letto il tuo romanzo e scambiarci opinioni?
A volte si ma non molto spesso, forse perché non sono ancora molto conosciuto e probabilmente non sono molti quelli che hanno acquistato il mio primo romanzo. Spero che accada sempre più spesso in un prossimo futuro, la cosa mi piacerebbe parecchio, le critiche se costruttive sono sempre benvenute.

8. Hai rapporti con altri autori? Frequenti fiere del libro, presentazioni, ecc.?
Appena ho possibilità e tempo mi muovo e cerco di non farmi mancare di visitare mostre librarie, workshop e incontri, certo è che il tempo è non solo tiranno, ma anche poco e spesso non si può fare quello che si vuole.
Conosco e cerco di interagire con altri autori diciamo al mio livello (questo aiuta la mia autostima), nel senso che non ho la fortuna di conoscere grandi maestri della narrativa, citerei il proverbio meglio pochi ma buoni.
Se posso aggiungere, la cosa che mi piace di più quando vado alle fiere è interagire con gli editori e le realtà parallele, esistono gruppi e/o associazioni di autori che se ne inventano di tutti i colori per poter emergere alla luce e questo è un aspetto che mi allieta molto.

9. Stai lavorando a qualcosa di nuovo in questo periodo?
Come ho accennato ho pronto il seguito di “Nel cuore della strada”, il titolo è “Oltre il Nulla”, è il sequel naturale, è praticamente pronto per la pubblicazione, spero entro l’estate di avere i mezzi per farlo uscire in formato cartaceo e poi forse anche in e-book.
Oltre a questo ho un embrione che cresce sul Blog, anche se ultimamente a causa dei molti impegni lavorativi non riesco a proseguire con cadenze regolari come facevo nei mesi passati. E’ un romanzo diverso dal mio modo di scrivere, è una sorta di Stand by me revisited, un vortice di pensieri, è la storia raccontata, di due amici che ripercorrono la loro vita aspettando che arrivi la pioggia.

10. Veniamo a un punto dolente… Come vedi la situazione per tutti quegli autori, magari meritevoli, che hanno difficoltà a trovare un editore, a pubblicare, a farsi conoscere?
Questo è un punto dolente, purtroppo al giorno d’oggi come ho anche accennato precedentemente l’editoria è in mano a pochi grandi editori che fanno il bello e il cattivo tempo ripubblicando i classici  e continuando a pubblicare autori moderni che possono fargli vendere migliaia di copie.
Gli emergenti, quelli che fanno parte del lato oscuro, fanno fatica a farsi conoscere, pur avendo numeri e carte in regola. Molto spesso si incorre in un nuovo autore auto pubblicato che tramite un e-book riesce a trasmetterti qualcosa che altri autori molto più affermati non sono in grado di fare.
Ciò che mi dispiace è che le grandi case editrici spesso non fanno nemmeno lo sforzo di creare collane parallele per aiutare a pubblicare nuovi scrittori. Questo perché non rendono economicamente, è un po’ sempre il solito discorso delle major… vale per i farmaci, per i film, per le canzoni… questo mi dispiace perché il mondo sta diventando sempre meno democratico e sempre più oligarchico.

11. Come di consueto, almeno da un po’ di tempo a questa parte, rubo l’idea del blogger Andrea Cabassi: vuoi fare una domanda all’intervistatore?
Che cosa ti spinge a fare tutte queste interviste a dei perfetti autori sconosciuti?

Bella domanda. Forse la curiosità, mi piace ascoltare le esperienze di chi scrive, scoprirne le motivazioni, magari anche carpire qualche consiglio. Da quando mi sono avvicinato al mondo della letteratura indipendente ho scoperto molti autori di valore, che poco hanno da invidiare agli scrittori celebrati e che, spesso, hanno una vitalità e una passione per la scrittura talvolta anche superiore a questi ultimi. Magari uno di voi un giorno finirà nella classifica dei best-seller e io potrò vantarmi di averlo scoperto prima degli altri! Seriamente spero che le mie recensioni e queste “chiacchierate” servano a far capire anche ai lettori più scettici che c’è del talento fra gli autori che faticano a trovare un posto nelle vetrine delle librerie, che uscire dal giro dei soliti noti può riservare delle belle sorprese.

12. Guardiamo nel futuro: i tuoi propositi come scrittore per i prossimi cinque anni.
Se devo sognare alla grande, vorrei riuscire a vivere di scrittura, seduto ad un tavolo con i piedi infilati nella sabbia calda e  con davanti uno di quegli stupidi ombrellini di carta che galleggia in un cocktail a base di Rum. Siccome devo essere ragionevolmente poco sconsiderato nelle mie affermazioni, vorrei riuscire a continuare a scrivere e a pubblicare le mie storie, per lasciare a tutti voi un piccolo pezzettino della mia anima.

Grazie per l’intervista, Massimo. Per finire, dove possiamo  trovare il tuo libro?

Grazie a te al tuo splendido lavoro, sia per i romanzi che per il tuo impegno nel mondo oscuro degli autori !

Si può trovare negli stores online ordinabile in formato cartaceo su:

FeltrinelliMondadoriIBSAmazon 

O sul sito dell’editore :

Europa edizioni, dove potrete acquistarlo anche in formato e-book

Mi trovate sui socials:

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Fecebook Nel cuore della strada

mercoledì 25 gennaio 2017

Intervista a Massimiliano Ardino

Oggi incontriamo Massimiliano Ardino, autore de Le ossessioni del Pinguino, libro che ho molto apprezzato. Qui la mia recensione.

1. Ciao Massimiliano, benvenuto sul mio blog. Vuoi raccontare qualcosa di te ai miei lettori? Che fai nel quotidiano, interessi, hobby ecc.
Ciao Roberto e grazie per questa intervista. Qualcosa di me? Mi definisco una persona molto fortunata, ho una splendida famiglia con due bellissimi bimbi, un lavoro che mi piace e che mi permette di stare a contatto con le persone e con la pubblicazione di questo romanzo ho coronato un mio sogno. Sono nato a metà degli anni settanta a Milano, dove vivo e dove ho ambientato, insieme ad un paesino sullo stretto di Messina (dove è nato mio padre), il mio libro.

2. Ogni scrittore porta con se la sua esperienza di lettore. Ci sono degli autori o dei libri ai quali ti senti particolarmente legato, che magari sono stati fonte di ispirazione nella stesura del tuo romanzo?
Non mi sono ispirato ad un autore o ad un libro particolare. Ci sono però scrittori e opere che ho amato, penso a John Fante e Stefano Benni, a “Il Lercio” di Irvine Welsh e a “Sognavo di essere Bukowski” di Gino Armuzzi.

3. Come ti sei avvicinato alla scrittura?
Per necessità. Nel senso che ho sempre sentito l’esigenza di scrivere, sin dai tempi della scuola. Prima poesie, poi racconti. Questo romanzo è nato molti anni fa, è stato spesso abbandonato, ma poi cresceva in me la volontà, anzi la necessità, di ultimarlo. La scelta di pubblicarlo, di consentire ad altri di leggerlo, è stato il passo più difficile. Lasciar leggere un proprio scritto ad altri è un po’ come mettersi a nudo.

4. Ho letto in un’altra tua intervista che il progetto Le ossessioni del pinguino ha occupato quasi dieci anni della tua vita: blocco dello scrittore o mania di perfezionismo?
Esigenze della vita. Primum vivere… ho dedicato tutto me stesso alla famiglia e al lavoro. Lo spazio per la scrittura me lo sono ricavato con tenacia, rubando ore al sonno. 

5. A ruota libera, parlaci del tuo romanzo.
Esistono cose che ci tengono legate a loro, anche se sembrano lasciarci uno spazio di movimento, per questo motivo le ho denominate guinzagli e ho voluto che il protagonista del mio libro si confrontasse con loro. Ne ho individuate 10, una per ogni capitolo: sono partito con il lavoro, poi è stato il turno dell’amore, a seguire alcool, sesso, denaro, verità, paura dell’oblio, ricordi, solitudine, infine il guinzaglio della felicità. Il protagonista in questo percorso racconta dei suoi amori, delle sue avventure, della sua vita, confidandosi con il barman di un locale di striptease, dove lui ne sta al bancone, con le spalle rivolte al palco. E’ una storia, è un viaggio, è un mettere a nudo i tanti “io” di cui tutti noi siamo composti.

6. Quanto c’è di autobiografico nella tua scrittura?
Amo scrivere di ciò che conosco, ma nessuno dei miei personaggi è reale, sono piuttosto la sintesi di diverse persone che ho conosciuto. Ti faccio una confidenza, un particolare che non ho rivelato in precedenti interviste: in realtà esiste un personaggio reale, è il cane che il protagonista trova per strada. E’ la cagnolina con cui ho convissuto per 10 anni e che trovai abbandonata in una situazione molto simile a quella che racconto nel libro. 
Cane fortunato, leggete il romanzo e capirete perché (ndr).

7. Come valuti il riscontro dei lettori riguardo al tuo libro?
L’aver scritto il mio indirizzo email alla fine del romanzo ha permesso ad alcuni lettori di scrivermi e questa è stata per me un’enorme soddisfazione. Così come è molto bello quando amici o colleghi mi parlano o scrivono del mio libro, o quando trovo una recensione in qualche store online, per fortuna sino ad ora solo recensioni positive. La scoperta più incredibile è stata però leggere una frase del mio libro inserita in un noto sito di aforismi.

8. Stai lavorando a qualche nuovo progetto in questo momento?
Sì, rotto il ghiaccio non voglio smettere. Sto costruendo la trama del prossimo libro. Lo scenario sarà sempre Milano, quella che sento più mia, la Milano dei Navigli e delle case popolari. Quanto al genere, beh, sorpresa.

9. Quali sono i pro e i contro dell’autopubblicizzare le proprie opere?
Il più grande “contro”: è molto difficile far conoscere la propria opera senza una grande casa editrice alle spalle, il mio libro non è neanche presente nelle librerie, ma solo negli store online. Un pro è invece quello di entrare direttamente in contatto con blogger letterari, potenziali lettori etc. Sto provando inoltre a far conoscere il mio libro attraverso il crowdfunding e l’essere riuscito a farmi supportare da più di 100 persone è stata per me una grande soddisfazione.

10. Da un po’ di tempo uso quest’idea che ho rubato al blogger Andrea Cabassi: vuoi fare una domanda all’intervistatore?
Lavorando nelle risorse umane da 20 anni non mi accontenterei di una sola domanda, consentimi invece di farti i complimenti, per la chiarezza delle tue recensioni e per lo spazio che dedichi a chi cerca di far conoscere la propria opera.

11. Quali sono le tue aspettative future, relativamente alla tua attività di scrittore?
Continuerò a scrivere sino a quando avrò dentro di me qualcosa che voglio condividere con gli altri. La speranza è ovviamente trovare sempre più persone che abbiano piacere a leggere ciò che scrivo! 

Grazie della chiacchierata, Massimiliano. Per finire, dove possiamo trovare Le ossessioni del pinguino?

In molto store online, solo Amazon ha anche la versione cartacea, Itunes Kobo Feltrinelli Mondadori Bookrepublic e altri distribuiscono l’e-book. 

giovedì 19 gennaio 2017

Tsundoku Tag

Ringrazio Antonella Sacco per avermi nominato in questo Tag.


Il termine giapponese Tsundoku  rappresenta tutte quelle persone che acquistano libri senza aspettare di aver letto quelli che hanno già a casa, impilandoli uno sull’altro e lasciandoli quindi in attesa. Nel senso più ampio del termine Tsundoku indica anche chi ha lasciato a metà un libro per iniziarne un altro, chi legge più libri contemporaneamente, chi rilegge gli stessi libri. Se questo comprende anche chi colleziona decine e decine di e-book sperando un giorno di riuscire a leggerli, allora anch’io faccio parte di questo gruppo e ringrazio BloodyIvy per aver ideato questo Tag!


Ma ecco le regole di questo TAG:

Usa l’immagine del TAG
Citane il creatore e chi ti ha nominato
Rispondi alle domande
Tagga qualche blog


Le domande sono:

1)  Un libro che hai comperato ma che devi ancora iniziare a leggere

2) Un libro che stai rileggendo perché ti è piaciuto

3) Un libro che leggi per studio o per voler approfondire un argomento



Risposte:

1) Infinite Jest di David Foster Wallace. Più o meno una volta all'anno mi dedico a un "tomo" intorno alle mille pagine, nel 2016 ho letto 1Q84 di Murakami, quest'anno toccherà a questo.


2) Moby Dick di Herman Melville. Per me è "Il Romanzo", punto.



3) Il Grande Dizionario Garzanti della Lingua Italiana. Perché c'è sempre da imparare.



Taggo:






E dopo? Antologia in ebook per la raccolta fondi a favore delle popolazioni colpite dal terremoto

La casa editrice Le Mezzelane ha pubbicato da poco un'antologia in ebook, il ricavato dalle vendite sarà interamente destinato alla biblioteca di Pieve Torina (Mc) per l'acquisto di libri.
L'ebook è scaricabile dal sito della casa editrice, facendo una donazione a partire da 2 €, oppure su amazon.it.


SINOSSI

La prima scossa il 24 agosto. Ci siamo svegliati quel mattino con le immagini di un'immane distruzione, interi paesi scomparsi: Amatrice, Accumuli, Arquata del Tronto.
Poi il 26 e il 30 ottobre, con altre distruzioni, fino al drammatico crollo della cattedrale di Norcia.
In mezzo uno sciame sismico infinito, che ancora non si è fermato né accenna a fermarsi.
Le trasmissioni televisive si sono focalizzate sulla perdita del patrimonio abitativo, agricolo-industriale e culturale avvenuto in quelle terre, e sulla possibile, sebbene problematica, ricostruzione. Parlando di patrimonio culturale i media si sono focalizzati principalmente sugli edifici e sulle opere d'arte, parte integrante di questa nostra nazione-museo.
Non sappiamo se sia giusto o sbagliato, o se, semplicemente, il danno immane non permetta di scendere nei particolari dei danni minimi avvenuti in tanti comuni, ma noi siamo una piccola casa editrice, e di libri e danni al patrimonio bibliotecario vogliamo parlare, perché, quando si spengono i riflettori mediatici, la popolazione ancora piange le vittime, le case distrutte, il lavoro incerto, anche una semplice lettura può distogliere dalla paura; e perché, quando le case e le industrie saranno ricostruite, e gli edifici storici restaurati, anche le biblioteche devono essere pronte a riprendere la loro funzione di diffusione capillare della cultura sul territorio.
Non ci possiamo occupare di tutti, non ne abbiamo le forze, ma di qualcuno sì, in particolare di Pievetorina (Mc), comune che stava allestendo la nuova biblioteca proprio poco prima del terremoto, mentre ora l'agibilità dei locali è stata dichiarata al 2%.
Abbiamo chiesto agli scrittori di donare un racconto e li abbiamo raccolti in una antologia, che abbiamo pubblicato solo in ebook per ridurre al minimo le spese vive. Invieremo l'ebook a chi farà una donazione da 2 euro in su. 
La raccolta fondi durerà tre mesi a partire dal 1° gennaio 2017; l'intera somma verrà destinata all'acquisto dei libri che la biblioteca ci indicherà. 
Le Mezzelane Casa Editrice donerà inoltre un esemplare di ciascun libro fino a quel momento stampato. Se anche tu vuoi donare dei libri puoi farlo. Spedisci i libri a questo indirizzo Rita Angelelli Via W. Tobagi 4/h 60030 Santa Maria Nuova (AN) inserendo nel pacco il messaggio che vorresti inviare alla popolazione terremotata scritto su un cartoncino di cm. 14x14. Costruiremo un mosaico di parole.

La raccolta contiene un mio racconto e quelli di tanti amici scrittori: Antonella Sacco, Loriana Lucciarini, Giovanna Avigoni, Pierluigi Di Cosimo, Roberto Ricci, Silvana Sanna, Eufemia Griffo, Antonio Borghesi e molti altri.
Un'ottima occasione per leggere decine di racconti di vario genere, oltre a quella, fondamentale, per fare qualcosa di concreto per ricostruire una realtà sociale e culturale duramente provata da una catastrofe che ancora non sembra dare tregua a questi luoghi.

Novità in ebook: Inquietante delitto in Vaticano di Flaminia P. Mancinelli


Esce oggi il nuovo thriller di Flaminia P. Mancinelli, disponibile in ebook e in edizione cartacea

TITOLO: Inquietante delitto in Vaticano

GENERE: Thriller
EDITORE: Newton Compton
AUTORE: Flaminia P. Mancinelli

Link per l'aquisto su amazon.it

SINOSSI
Roma, 2014. All’interno delle catacombe di Villa Ada viene ritrovato il corpo di una giovane donna straniera. A indagare sul caso è chiamato il tenente dei Carabinieri Nicola Serra, che ben presto si trova di fronte a un’inquietante scoperta: nonostante nessuno conoscesse l’esistenza di quelle catacombe, collegate ad altre tramite percorsi sotterranei, qualcuno entrava e usciva da lì. L’assassino è dunque in grado di muoversi in quei luoghi che un tempo furono rifugio per i cristiani? Le vie che Serra batte portano incredibilmente alle stanze vaticane… Mentre il tenente procede con l’inchiesta, Marion, la sua fidanzata francese, inizia un’indagine parallela. Ma l’assassino non si ferma a una sola vittima e nel suo delirio di onnipotenza pare seguire un macabro rituale di purificazione. Incastrarlo diviene ben presto una corsa contro il tempo…

martedì 17 gennaio 2017

Recensione: Le ossessioni del pinguino di Massimiliano Ardino


Il diario di Matteo "Matt" Serrone (personaggio di fantasia che, credo, abbia qualcosa in comune con il suo autore), diviso in capitoli, ossessioni o guinzagli, come le chiama lui, riguardo al lavoro, l’amore, i soldi ecc. In una Milano da bere (e il protagonista lo fa spesso, seduto al bar di un locale di strip-tease, dando le spalle al palco e filosofeggiando con il barista) e in un paesino che si affaccia sullo stretto di Messina, Matteo disquisisce sul senso della vita, che talvolta regala spazzi di gioia, mentre altre è un fardello fatto di impegni, legami e incontri occasionali.
Un romanzo sorprendente, per la scrittura, ricca e sfaccettata.  Per i temi trattati, nei quali il lettore non ha difficoltà a immedesimarsi: un campionario di ossessioni, appunto, che sono il pane quotidiano di chiunque. Per i personaggi, tragicomici nella loro rassicurante e, allo stesso tempo inquietante, normalità. Per l’ironia e l’intelligente sarcasmo che pervade tutta la narrazione.
Rimarchevole anche la “colonna sonora” suggerita per ogni capitolo.
Se c’è un punto che mi ha incupito è quando il protagonista brucia… Vabbè, lasciamo perdere, questa è una mia ossessione.
Bello, bravo Massimiliano.


giovedì 29 dicembre 2016

Un anno di libri 2016


Visto che siamo alla fine di questo 2016 voglio ricordare i migliori libri ed ebook che ho recensito quest’anno. Li cito in ordine sparso, senza nulla togliere a chi non si ritroverà nelle prossime righe, tutti i testi di cui parlo in Chiacchiere e distintivo li trovo meritevoli, questa non è una classifica, voglio solo evidenziare quelli che, per un motivo o per l’altro mi hanno colpito particolarmente. Ho scelto titoli che ho letto nel corso degli ultimi dodici mesi, indipendentemente dalla data di pubblicazione.

Inizio da Ariano Geta e il suo Nazioni immaginarie, due racconti lunghi di genere ucronico e fanta-politico. Nel primo ipotizza una sorte diversa per Garibaldi, e quindi per l’Italia, nel secondo narra le vicende di una repubblica fondata dalla mafia italo-americana, entrambi ottimamente scritti e molto interessanti. Il patto di Vera Q, maestra dell’horror soprannaturale. In questo libro affronta il classico tema del patto con la morte, ma lo fa in maniera singolare, la sua maniera. Se siete appassionati del genere scegliete uno qualunque dei suoi racconti, sono sicuro che non vi deluderà, tantomeno vi lascerà indifferenti! Uno dei migliori libri che ho letto quest’anno (e non solo di autori indipendenti) è Mariotta, la quarta bambina di Nadia Bertolani. La scrittura classicheggiante, arguta e ricca di sfumature, fa di questo romanzo un piccolo gioiello. Nel cuore della strada di Massimo Ginestri, romanzo on the road in una America polverosa e onirica. In un impianto pulp l’autore innesta sprazzi introspettivi e simbolici, la strada del titolo diventa un sentiero iniziatico. Parte come una storia di fantascienza 31 dicembre di Marina Guarnieri, si parla di realtà virtuale e avatar, poi si arricchisce di sfumature, che vanno dal romance al romanzo di formazione, il mix è ben riuscito. Doppia menzione per Mario Pacchiarotti: Fughe, una raccolta di racconti a tema fantascientifico e Baby Boomers, romanzo distopico con protagonisti dei battaglieri vegliardi. In entrambi i libri emerge l’ironia e l’arguzia dell’autore, nonché la sua propensione a far riflettere, anche quando sembra che voglia solo divertire. Il tema distopico è anche quello di Pelicula di Andrea Cabassi. Libro complesso, sia per le tematiche che nella struttura, costruita con continui flash back e salti temporali, ad ogni pagina rivela nuovi risvolti e punti di vista, affrontando anche aspetti filosofici, come il significato di raziocinio, il senso della vita e i lati oscuri del progresso tecnologico. Il coltello di Noemi Gastaldi, un racconto breve (scaricabile gratuitamente), spin-off della trilogia Oltre i confini, ideale per assaggiare il particolare universo fantasy ideato da questa autrice. Wally G. Fin abbandona temporaneamente i suoi “Eroi imperfetti” e si dedica a una sorta di reportage sull’11 settembre in 911, il numero della Bestia. Anche a chi non è un fan della teoria del complotto questo libro, ricco di dati oggettivi, fa sorgere molti dubbi su cosa sia veramente successo nella tragedia di New York.  Un romanzo difficilmente inquadrabile in un genere specifico è Anna e lui di Selina De Vivo, la storia di un’amicizia segnata da un incontro misterioso. Bella scrittura, bella la storia, da leggere. La Caccia: Progetto Abduction, file 2 di Riccardo Pietrani è il secondo libro che l’autore dedica al tema dei rapimenti alieni, è leggibile in maniera indipendente ma vi consiglio anche il primo capitolo. Riccardo cresce come scrittore ad ogni pubblicazione, e partiva già da un livello alto, non dico altro. Una conferma nel genere fantascientifico è Gianluca Ranieri Bandini, come dice lui stesso, Skyfall è il primo capitolo di un progetto ambizioso: quello di creare un proprio “pantheon” narrativo, una galassia abitata da varie civiltà extraterrestri, impegnate in una lotta per la sopravvivenza, la supremazia e il dominio in questa parte dell’universo. È una raccolti di racconti di vario genere Nel lento esistere di Giovanna Avignoni, una scrittrice che padroneggia con disinvoltura il linguaggio, che sa regalarci pagine forti e toccanti, con una visione di fondo ottimista, cosa che, specialmente in questi tempi, non guasta mai. La notte delle falene, un bel romanzo noir, mi è piaciuta la scrittura asciutta, precisa, di Riccardo Bruni, non a caso uno degli autori self di maggior successo in Italia. Un romance che ha il sapore della commedia degli equivoci: Il cielo d’Inghilterra di Loriana Lucciarini, una favola moderna, elegante e un po’ british, lontana dagli stereotipi, inflazionati, del genere. L’ultimo giro di Jacques Oscar Lufuluabo, un breve racconto (scaricabile gratuitamente) sul tema della violenza domestica, con un finale inaspettato. Agnes di Antonella Sacco, un giallo senza delitti con una trama delicata e struggente. La protagonista, un’insegante in pensione, scoprirà che la vita non smette mai di sorprendere, anche quando sembra ormai troppo tardi. Della stessa autrice segnalo anche La scommessa, romance atipico, diciamo che qui l’ingrediente sentimentale, trattato con eleganza e buon gusto, è predominante. Cento di Luigi Christopher Veggetti Kanku, una sorta di diario diviso in tre capitoli, godibile e (auto)ironico. L’autore mette a nudo sua vita e la sua personalità, mostrandoci, con rara obbiettività, anche i suoi difetti e debolezze.

Se volete leggere le mie recensioni dei libri che ho citato cliccate sui titoli evidenziati.

Per il 2017 auguro agli autori di scrivere capolavori, ai lettori di leggerli.

Recensione: Anna e lui di Selina De Vivo


La storia di due amiche che si dipana nell’arco di trent’anni, dal momento in cui Anna incontra un misterioso e affascinante uomo, Seth. Quel solo giorno in sua compagnia segnerà per sempre la sua vita e, di riflesso, anche quella di Sandy. Quando Anna, colpita da un male incurabile, sente avvicinarsi la fine, affida a Sandy le sue memorie e il compito di scrivere la sua storia, sulla quale aveva steso un velo di silenzio per tutto quel tempo. La donna si avventura in questa ricerca, tra ricordi e incontri che la portano a ricostruire la verità, a capire perché Anna era fuggita da quell’uomo, nonostante ne fosse attratta e, allo stesso tempo a scavare dentro quelle sue zone oscure che ha sempre cercato di  ignorare.
La struttura del libro è composta da brevi capitoli, con continui salti fra il presente e il passato, fra introspezione e pagine dedicate all’amicizia che lega le due protagoniste, al loro essere diverse ma complementari, alla gioia di vivere, che riesce a vincere su tutto in certi momenti e sembra spegnersi in altri.
Avevo già letto una raccolta di racconti di Selina De Vivo, apprezzando il bello stile e la sua capacità di “giocare” con le emozioni e con il lettore, cambiando prospettiva e punto di vista pagina dopo pagina, qualità che ritrovo in questo romanzo, arricchite da una trama ben congegnata e articolata. Libro difficilmente inquadrabile in un genere specifico, assolutamente da leggere.


mercoledì 28 dicembre 2016

Recensione: La notte delle falene di Riccardo Bruni


Enrico ritorna per la prima volta dopo dieci anni nel paese dove trascorreva l’estate e dove Alice, la sua fidanzata di allora, è stata uccisa in una notte d’agosto. Quel delitto e quello che ne è seguito, l’immediata vendetta del padre, il dolore e il suo senso di colpa, sono i motivi che l’anno tenuto lontano da questo posto. Ora si è deciso a vendere la casa delle vacanze e a tagliare tutti i ponti con il passato, ma un intoppo nelle pratiche lo costringe a fermarsi alcuni giorni e incontrare di nuovo le persone a cui era legato tanto tempo prima. Il ritrovamento del suo vecchio cellulare, contenente alcuni messaggi misteriosi, scatena una serie di conseguenze che lo porteranno a scoprire cos’è veramente successo in quella notte maledetta.
L’autore ha scelto di narrare in terza persona le azioni e i pensieri dei personaggi, sia quelli principali, sia quelli secondari, mentre una parte del racconto è affidata alla voce di Alice che, come una presenza, uno spirito che non trova pace, non riesce a distaccarsi da quei luoghi e dalle persone coinvolte nella sua vicenda.
Ho trovato ben delineati i personaggi, curati i dialoghi, mi è piaciuta la scrittura asciutta, precisa, di Riccardo Bruni, non a caso uno degli autori self di maggior successo in Italia.
In definitiva un bel romanzo noir che mi sento di consigliare.