domenica 14 agosto 2016

Murales #17

Anche le scritte sui muri ci raccontano qualcosa...

Poesia urbana.



mercoledì 10 agosto 2016

L'angolo del distopico #9

Sarban - Il richiamo del corno

Catturato e internato in un campo di prigionia nazista, il tenente della Marina Inglese, Alan Querdilion riesce a fuggire insieme a un compagno, dal quale si separa subito dopo la fuga. Durante la faticosa marcia attraverso la Germania orientale, camminando di notte e nascondendosi di giorno, viene colpito dai misteriosi raggi Bohlen che non lo uccidono ma lo lasciano privo di conoscenza. Risvegliatosi in un letto di ospedale, Querdilion, capisce rapidamente di trovarsi proiettato cento anni nel futuro, in un mondo nel quale la Germania ha vinto la guerra e imposto il suo giogo sull’Europa. L’istituto dove è degente e prigioniero si trova all’interno della tenuta del barone Von Hackelnberg, un sanguinario e violento signorotto che ha trasformato quella zona di foreste nella sua personale riserva di caccia. Quasi superfluo dire che le sue prede sono sfortunati schiavi umani, trattati alla stregua di animali selvatici, terrorizzati dal suono del corno che il barone usa per incitare i suoi cani e i suoi guardiacaccia nelle battute nelle notti di plenilunio. Scampato miracolosamente al suo triste destino, grazie all’aiuto di una fanciulla che condivide la stessa sorte, il tenente riattraversa la barriera dei raggi Bohlen, rientrando nella propria epoca. Ritrovato in stato confusionale da soldati tedeschi viene nuovamente condotto in un campo di concentramento, dove rimane fino alla fine della guerra.
Pochi anni dopo, profondamente cambiato nel carattere e nell’umore, dopo una serata conviviale, racconta al suo migliore amico la singolare vicenda di cui è stato protagonista, quasi indeciso se si sia trattato di realtà o solo di un sogno allucinato.
La tematica comune a molti romanzi distopici scritti nel dopoguerra (Il richiamo del corno è del 1952), basti pensare a La svastica sul sole di Dick o Fatherland di Harris, ovvero la vittoria nazista e le sue conseguenze, qui passa un po’ in secondo piano, sono infatti poche le considerazioni socio-politiche fatte da John William Wall, in arte Sarban, come rare sono le digressioni tecnologiche su un ipotetico futuro non troppo prossimo; il libro si concentra sul microcosmo barbaro, nordico e medievale, quasi fantasy e un po’ perverso, del barone e del suo terrorizzante corno da caccia.

martedì 9 agosto 2016

Recensione: Cento (parte terza) di Luigi Christopher Veggetti Kanku


Terzo e conclusivo capitolo di Cento, scritto con la stessa formula dei primi due: brevi capitoli slegati da una sequenza temporale, talvolta affidati al presente, altre ai ricordi. Questa terza parte del “diario” di Luigi Christopher Veggetti Kanku è quella che mi è piaciuta di più, non tanto per la scrittura, che era molto buona anche nei volumi precedenti, ma perché l’autore scava più profondamente nella sua vita e nella sua personalità, mostrandoci, con rara obbiettività, anche i suoi difetti e debolezze. Di solito non amo i libri autobiografici, ma questo mi ha convinto appieno, sia per la scelta dello stile che per la lucidità nel raccontare in maniera sincera le sue esperienze di vita. Visto che, secondo me, il totale è superiore alle singole parti, consiglierei all’autore di riunire in un unico volume i tre capitoli.

sabato 6 agosto 2016

Recensione: Il coltello di Noemi Gastaldi



Un racconto breve incentrato sulla figura di Bruno, uno dei personaggi della saga fantasy “Oltre i confini”. In una Torino tenebrosa e magica, il narratore di questa vicenda, tutta giocata sui risvolti psicologici, si muove come un burattino nelle mani del professor Cicchelli, una sorta di “stregone” moderno, fino a comprendere di essere stato coinvolto in una vicenda più grande di lui. Penso che questo racconto sia un buon punto di partenza per approcciarsi all’universo narrativo di Noemi Gastaldi, in cui la realtà spesso sconfina in una dimensione onirica e metafisica. Consigliato.

mercoledì 3 agosto 2016

Murales #16

Anche le scritte sui muri ci raccontano qualcosa...

Attenti a quello che dite.


martedì 2 agosto 2016

Murales #15

Anche le scritte sui muri ci raccontano qualcosa...

Poesia. L'ortografia è da rivedere.


martedì 26 luglio 2016

Recensione: Nel lento esistere di Giovanna Avignoni


Giovanna Avignoni si cimenta con una raccolta di racconti brevi e brevissimi e lo fa con il suo solito stile, che privilegia la descrizione degli stati d’animo all’azione e al fluire degli eventi. Non che la trama manchi in queste pagine, tutt’altro, ma ho avuto l’impressione che spesso fosse funzionale a rappresentare il suo modo di “sentire”, di calarsi nei panni dei vari protagonisti, per farceli comprendere e renderci partecipi delle loro emozioni e sentimenti.
Se non ho sbagliato a interpretare il suo intento direi che ha raggiunto egregiamente il suo scopo.
Scrittura, come ormai la Avignoni ci ha abituato, sempre di alto livello; una scrittrice che padroneggia con disinvoltura il linguaggio, che sa regalarci pagine forti e toccanti, con una visione di fondo ottimista, cosa che, specialmente in questi tempi, non guasta mai.
Fra i nove racconti che contiene questa antologia ho apprezzato particolarmente “Non avevo intenzione di smettere di sognare - Racconto di un bimbo” e “Ancora dieci minuti - Racconto di una madre”, che affrontano da due diversi punti di vista la stessa drammatica vicenda. Anche “Tredici a scuola” mi è piaciuto molto, con la sua atmosfera quasi fantascientifica.


mercoledì 20 luglio 2016

Murales #14

Coerenza.


Liebster Award #2


Questa è la mia seconda nomination per il Liebster Award (vedi qui). Ringrazio Antonella Sacco del blog omonimo.

Il Liebster Blog Award è una sorta di riconoscimento che i blogger conferiscono ad alti blogger con un numero di follower inferiore ai 200, è stato istituito nel 2011, per saperne di più basta cercare in internet.  È un’opportunità per farsi conoscere tramite il passaparola.

Ecco un riassunto delle regole:

1. Pubblicare il logo del Liebster Award sul proprio blog.
2. Ringraziare il blogger che ti ha nominato e seguirlo.
3. Rispondere alle sue 11 domande.
4. Nominare a tua volta altri 11 blogger con meno di 200 follower.
5. Formulare altre nuove 11 domande per i tuoi blogger nominati.
6. Informare i tuoi blogger della nomination.

E questo è il mio svolgimento:

1. Fatto.

2. Non solo seguo il blog di Antonella Sacco, ma penso di aver letto tutta la sua produzione di scrittrice, almeno quella per adulti, ricordo infatti che ha scritto numerosi libri per ragazzi. Grazie Antonella.

3. Le mie risposte:

Il miglior consiglio che ti sia mai stato dato?
Prima di parlare conta fino a 10.

Quale potere vorresti avere?
Quello di poter disporre liberamente di tutto il mio tempo.

Quale libro non sei mai riuscito a finire?
Nonostante ami molto Umberto Eco, L’isola del giorno prima.

Il tuo peggior difetto? E il tuo miglio pregio?
Coincidono: un approccio scettico alle cose del mondo.

Se avessi la possibilità di fare un cross-over, quali sono i due libri che sceglieresti?
Il segno dei quattro e Moby Dick: Sherlock Holmes Vs La Balena Bianca (Elementare Ismaele!) 

Se avessi la possibilità di trarre un film o una serie tv da un libro, quale sceglieresti?
Ma uno dei miei, naturalmente!

Immagina di vivere per un giorno come se fossi in un film: quale sarebbe la tua colonna sonora?
Tanta musica e di vario genere, butto un po’ a caso: Led Zeppelin, Rino Gaetano e Miles Davis.

C’è un libro che ti ha fatto pensare: “dopo aver letto questo, la mia vita non sarà più la stessa”?
Molti, ma ne voglio citare uno particolare: Enigmi e giochi matematici di Martin Gardner.

I tuoi tre personaggi di romanzi preferiti e tre che detesti.
Preferiti: Margherita de Il Maestro e Margherita di Bulgakov; Guglielmo da Baskerville del Nome della Rosa di Eco; Il Giovane Holden di Salinger. 
Odiati: Ethan Frome dell’omonimo romanzo di Edith Wharton; Patrick Bateman di American Psycho di Bret Easton Ellis; Ushikawa di 1Q84 di Murakami.

Un romanzo a cui vorresti cambiare il finale e come lo riscriveresti.
Questa è difficile. Vada per Il pendolo di Focault di Eco, il finale non mi è piaciuto, però non sarei in grado di scriverlo meglio.

Un libro che avresti voluto non leggere.
Molti, ma non ne cito nessuno.


4. Non vorrei rinominare blog che ho già nominato in passato (scusate la ripetizione), quindi non arrivo a 11. P.s. Non so se hanno più o meno di 200 follower… P.p.s. Chiunque legga, ha un blog e voglia partecipare è ben accetto, anche se non l'ho nominato.







5. Le mie 11 domande per i blogger:

- Qual è la tua più grande passione, oltre alla letteratura?
- L’ultimo libro che hai letto?
- Che ne pensi dei Pokemon?
- Quale personaggio famoso, del passato, presente o inventato, vorresti incontrare?
- Una cosa che hai fatto e che non avresti voluto fare?
- Una cosa che non hai fatto e che vorresti fare?
- Suona la sveglia, pensi:
- Arrivi in ritardo a un appuntamento, che scusa usi per giustificarti?
- Il peggior consiglio che ti hanno mai dato?
- Sai cucinare? Dacci una ricetta.
- Quale domanda non ti ho fatto e avresti voluto che ti facessi?

6. Li informerò tutti.


Anche se qualcuno preferisce non partecipare a queste “catene”, nominare i blog mi sembra comunque un modo carino per citarli.

martedì 19 luglio 2016

Novità in ebook: Nel lento esistere di Giovanna Avignoni

È appena uscita nel formato ebook la raccolta di racconti “Nel lento esistere” di Giovanna Avignoni.



TITOLO: Nel lento esistere
GENERE: Antologia di Racconti
AUTORE: Giovanna Avignoni

Link per l'acquisto su amazon.it

SINOSSI
La vita di ogni essere vivente è legata a equilibri instabili.
Basta poco per far cadere il funambolo, c'è sempre il rischio che la corda vacilli, che il terrore prenda il sopravvento e di cadere in un baratro senza fine.
Nove storie, perché nove è il numero completo che racchiude in sé la forza di tutti quelli che lo precedono. Nove racconti di vite sospese, di esistenze in bilico, di forza e rinascita. Di passi lenti nell'esistere.


sabato 16 luglio 2016

Già Pinocchio


Il comune di San Miniato si trova a pochi chilometri da casa mia, si erge su una collina, alla cui sommità si staglia la “Rocca”, una torre fatta costruire a scopo difensivo da Federico II di Svevia nel 1223, distrutta dai bombardamenti tedeschi e ricostruita nel dopoguerra. Ai piedi di questa collina è situata la frazione più popolosa del comune, denominata San Minato Basso, che si snoda lungo la statale 67, strada che congiunge il mar Adriatico al Tirreno, partendo da Ravenna e passando per Firenze e Pisa.
Da qualche anno ho notato che nelle rotonde di San Miniato Basso sono state poste delle statue raffiguranti Pinocchio, il famoso burattino nato dalla fantasia di Carlo Collodi. Questo ha stuzzicato la mia curiosità, così ho iniziato a documentarmi: che legame c’è fra questo paese e Pinocchio?
Fino al 1924 San Miniato Basso, all’epoca poco più che un gruppetto di case, si chiamava Pinocchio (sull’origine del nome, potrete trovare notizie qui), ma gli abitanti non trovavano dignitoso questo nome, così fecero richiesta di cambiarlo nell’attuale, rinunciano al piacere di abitare in un luogo con un nome da favola!
Pare che Carlo Lorenzini, più noto con il nome di Collodi, passasse frequentemente da queste parti, nei suoi viaggi fra Firenze e il paese natale di sua madre (Collodi, nel comune di Pescia). Il curioso nome di questa località lo avrebbe dunque colpito a tal punto da farglielo scegliere per il suo burattino; non solo, anche molti dei luoghi descritti nel suo libro deriverebbero da posti reali che si trovano nelle campagne intorno a San Miniato Basso (anche questo è ben descritto qui).
Da qualche mese l’amministrazione comunale ha deciso di aggiungere la dicitura “già Pinocchio” ai segnali che si trovano agli ingressi del paese, come si può vedere nella foto.